L’8 giugno si celebra ogni anno il World Oceans Day, la Giornata mondiale degli Oceani. Indetta dall’Onu nel 1992 durante il Vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro, ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla salvaguardia della salute dei mari. L’edizione del 2016, dal motto Healthy oceans, healthy planet”, è stata l’occasione per accendere i riflettori sulle problematiche dell’ambiente marino, dal riscaldamento globale allo sfruttamento delle risorse ittiche fino all’inquinamento da plastica. Quest’ultimo è ritenuto da Greenpeace la piaga più impellente da arginare.

Stime recenti dicono che ogni anno finiscono in mare 8,8 milioni di tonnellate di plastica (1,09 milioni di chili all’ora): è come se ogni minuto fosse scaricato nelle acque marine un camion pieno di plastica. I numeri sono destinati a raddoppiare nei prossimi vent’anni e a quadruplicare entro il 2050, tanto che in mare rischiano di abitare più rifiuti che pesci.

La plastica, che rappresenta circa l’80% dei rifiuti depositati sulle coste e in mare aperto, costituisce una forte minaccia alla sopravvivenza della biodiversità marina. A subirne i danni sono soprattutto le specie animali, danneggiate in particolar modo dai sacchetti di plastica della spesa che, se pur vietati per legge, continuano a circolare: il 36% degli italiani li riceve ancora dai negozianti.

Tra le principali vittime di questo tipo di rifiuti ci sono le tartarughe marine Caretta Caretta, che scambiano le buste di plastica per meduse, loro preda per eccellenza, o rimangono impigliate nei fili di plastica. Oggi, in gran parte proprio a causa dell’inquinamento, le tartarughe marine sono a forte rischio estinzione. E numerose sono le iniziative ambientaliste per proteggere questa specie, grande esempio di biodiversità. Ad essa è dedicata addirittura una giornata mondiale, il Tartaday (16 giugno), in occasione della quale Legambiente ha indetto il Tarta weekend (17-19 giugno) per sensibilizzare la popolazione sulla conservazione degli esemplari. Il Museo del Mare di Pioppi – che supporta l’iniziativa – alle tartarughe marine ha dedicato un’intera sezione multimediale, oltre a sostenere tutte le iniziative per salvaguardare tali creature viventi.

Sempre Legambiente ha lanciato la campagna #UnSaccoGiusto, che pone l’accento su un altro aspetto connesso all’inquinamento da plastica, cioè il fatto che la metà dei sacchetti che circolano in Italia sono illegali. Dietro il loro mercato, c’è l’ombra della criminalità organizzata, che impone ai commercianti l’acquisto e la distribuzione di prodotti illegali non compostabili. Il testimonial d’eccezione della campagna di sensibilizzazione, che spiega anche come distinguere i sacchetti legali da quelli illegali, è Fortunato Cerlino, il don Pietro Savastano di Gomorra La Serie.

Ma è bene sapere che l’inquinamento da plastica non minaccia soltanto l’ecosistema marino e la bellezza delle spiagge dove trascorriamo le vacanze. Esso ha effetti anche sulla nostra salute: secondo alcuni studi, infatti, attraverso il consumo di pesce finiamo per nutrirci anche noi di plastica. O meglio, ne assumiamo le sostanze tossiche, che sono state ingerite dai pesci che mangiamo. Insomma, il problema ci interessa molto più da vicino di quanto crediamo ed è più che mai urgente correre ai ripari.    


   

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